martedì, 17 novembre 2009

PSICO-POST

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"ora non combatto più per niente, meno che per me. m’interessa una sola causa: me stesso".

humphrey bogart, nel film "casablanca"
 



volovivace
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sabato, 14 novembre 2009

Asterix: la nascita dal genio di Goscinny e Uderzo nel 1959 d.C.

L'estate 1959 è piuttosto afosa. Il modesto edificio di Bobigny è soffocante. Piazzati sul terrazzino, di fronte ai maestosi alberi verdeggianti che nascondono il vasto cimitero di Pantin, René e Albert "fumano" in tutti i sensi. I portacenere sono eternamente pieni, i bicchieri di pastis eternamente vuoti. I due amici, cicca all'angolo della bocca, ridacchiano per una qualche idea bislacca, delirante o volgare, sopraggiunta ad attenuare per pochi istanti la tensione. Intanto Sylvie, una bimba di tre anni, s'infila tra le gambe di René, poi si aggrappa a quelle di suo padre e pilucca un'oliva, partecipando con ciò, inconsapevolmente, alla riflessione più proficua della storia del fumetto contemporaneo. «Rifacciamo una cronologia storica: dammi le grandi fasi della nostra storia» chiede René. L'idea era stata già adottata per certe loro vecchie vignette. Coscienzioso com'è, ridarella a parte, Albert attacca col paleolitico. Ma... paleolitico uno, paleolitico due, per mancanza di acquirenti l'uomo delle caverne non viene aggiudicato. Posando il bicchiere di pastis sul tavolo, il disegnatore fa: «E poi vennero i galli...»L'altro lo blocca al volo con una sfilza di battute sull'epoca gallica: l'idea c'é, forse... Le mani si mettono in movimento, le parole si accavallano, le sigarette vengono spente per poter prendere degli appunti. In fatto di Storia dei galli, la cultura dei due è pari a quella del francese medio: Vercingetorix, mitico capo dai capelli lunghi e biondi e i baffi, si arrende un giorno a Giulio Cesare. Tutto qui. Ma i due vogliono concedersi il lusso di riscrivere la Storia: tentazione irresistibile per dei comuni mortali. E allora... no, nel 50 a.C. Cesare non conquista proprio tutta la Gallia: a resistere ancora e sempre all'invasore c'è un piccolo villaggio popolato da cuginetti di Vercingetorix, i cui nomi difatti finiscono in "ix": stravolta a dovere l'ortografia francese, il dizionario Goscinny-Uderzo ha dalla sua la forza dell'evidenza. L'esplosiva scintilla che scaturirà dalle loro strisce parte tutta da questa trovata iniziale: un villaggio di irriducibili, assolutamente verosimile, nato dalla fantasia di due sensibili fumettisti e inguaribili sognatori.

Un ebreo dell'Europa dell'Est franco-americano-argentino e un gallo-romano figlio di un emigrante italiano reinventano così, su un terrazzino a Bobigny, la tradizione gallica più appassionante, più divertente e più caustica che ci sia. Bel colpo dopo vent'anni di sogni nel cassetto e otto di amicizia e speranze condivise! I primi nomi attribuiti ai personaggi sono oggetto di nuove spiritosaggini : Asterix, Obelix, Abraracourcix, Assurancetourix... René è un vulcano di idee. I personaggi principali avranno nomi che cominciano per "A", nel rispetto dell'ordine alfabetix... ehm... alfabetico. L'oroscopo di agosto di Renè e Albert dev'essere stato ben carico di promesse, in quel 1959! Nemici giurati dei galli saranno i Romani, trattati da zimbelli e costretti a subire con fatalismo la loro incapacità di sconfiggere l'ultima sacca di resistenza gallica.

Una breve riflessione e René conclude che i loro nomi finiscano in "us", la qual cosa riserverà la sorpresa di non pochi gustosi patronimici. Ma come fa il villaggio a contrapporsi alle legioni romane, numerose e ben fornite di armi come sono? È la genialità di Albert a fornire in tutta naturalezza la soluzione del problema: una pozione magica messa a punto, anzi... cotta a puntino, dal druido del villaggio, il saggio, il sapiente, l'onnisciente Panoramix.
A neanche quindici anni dalla fine della guerra, mentre Charles de Gaulle, eroe della resistenza e simbolo dell'orgoglio gallico, torna da vincitore alla guida del suo Pese, la creazione di Asterix, superando gli angusti limiti del racconto a fumetti, è in perfetta sintonia coi tempi. I primi schizzi dei personaggi inventati dal disegnatore offrono, con taglio umoristico, una versione divertente e coerente dei guerrieri gallici. Asterix dev'essere un "piccoletto" dal fisico poco invidiabile, un tipo volutamente studiato in modo che gli si possano facilmente attribuire le caratteristiche del temperamento gallico: è infatti brontolone, testardo, rissoso e buontempone... Fin dalle prime tavole emerge un altro personaggio: è alto, ha un bel pancione, porta menhir sulla schiene e ha un'ascia alla cintola, ha l'aria placida e gioviale. Questa "spalla", che René adotterà con convinzione solo alla seconda avventura, si chiama Obelix. La configurazione dei ruoli e dei tratti del carattere si precisa meglio in breve tempo e nelle storie seguenti Asterix diventa un eroe senza macchia e senza paura, il cui unico handicap è costituito dal fisico mingherlino; Obelix, con la sua aria pacioccona, riassume su di sé un'infinità di difetti franco-gallici coi fiocchi: è ingordo, attaccabrighe, permaloso, irascibile, intemperante...

Quest'articolo, firmato da Bernard de Choisy, è apparso sulla pubblicazione celebrativa della Mondadori "Asterix: Questo si che è un anniversario" in occasione del trentacinquenario della creazione dell'eroe gallico.

 

Breve storia di Asterix
29 ottobre 1959. Sulle pagine del numero uno di Pilote nasce Asterix, il personaggio a fumetti francese più famoso di sempre, e probabilmente uno dei più conosciuti al mondo intero. In questi quarantuno anni Asterix ha vissuto le più fantastiche avventure, girando tutto il mondo sempre in compagnia del fido Obelix, e aiutato spesso nelle sue imprese dagli altri membri del famoso villaggio Gallico che “rifiutò di arrendersi a Cesare!”

Indomito, caparbio, dal grande cuore e dal robusto appetito Asterix incarna da subito i tratti del francese medio, e non può fare a meno di conquistare il cuore di tutti, grandi e piccoli.

Autori di quella storia furono due giovani ma già affermati autori, René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni). I due si conoscevano già prima di realizzare Asterix. Il binomio Goscinny-Uderzo nacque infatti già nel 1951 con il primo personaggio Jehan Pistolet. Seguirono tra gli altri "Luc Junior", "Benjamin e Benjamine", e il più famoso "Umpa-pà", che si può definire il precursore più diretto di Asterix come impostazione delle gag comiche e riuscita complessiva del personaggio.

Ciononostante, l’immediato e indiscutibile successo di Asterix prese alla sprovvista i due, che da quel momento in poi si ritrovarono legati mani e piedi alle gesta del piccolo gallo scorbutico e dal nasone.

Dal 1961 fino al 1976 "Le avventure di Asterix & co.", uscite prima a puntate su Pilote, verranno ripubblicate con cadenza annuale o addirittura semestrale in alcuni periodi (dal 1965 al 1970 di seguito, e nel 1972) in albi cartonati di 48 pagine, che, in un certo senso, appartengono alla storia del costume francese. "Asterix e i Goti", "Asterix e Cleopatra", "Asterix e i Bretoni", "Asterix legionario", "Asterix alle Olimpiadi". Tutti capolavori che appartengono di diritto ad una biblioteca ideale, non solo della Bande Dessineé, ma del fumetto mondiale. Nel 1967 viene prodotto il primo film di animazione dedicato ad Asterix. Inizialmente pensato per la TV, viene dirottato a un certo punto sul grande schermo. Successo travolgente. In Francia alcuni “druidi” distribuiscono pozioni magiche ai bambini che attendono di entrare in sala. In Germania addirittura incassa più dell’attesissimo “Libro della Giungla“ di Walt Disney.
Nel 1968 esce il secondo film “Asterix e Cleopatra”. Una volta tanto un film che non tradisce lo spirito del fumetto da cui è tratto. Anche perché Goscinny e Uderzo partecipano in prima persona a tutte le fasi di progettazione (storyboard, dialoghi, ecc…). Ma il 5 novembre 1977 René Goscinny ci lascia. Asterix è finito? No. Nel 1979 in un volume esce la raccolta "Asterix e i Belgi", ultima opera del duo, e nel 1980 Albert Uderzo annuncia al mondo che proseguirà a narrare le gesta di Asterix, assumendo in prima persona anche il compito di sceneggiatore. Fonda le Edizioni Albert René e parte con "Asterix e il Grande fossato", opera forse ancora un po’ incerta, ma che fuga i timori di una fine prematura della saga. Nel frattempo era stato prodotto anche un terzo cartone animato “Le dodici fatiche di Asterix”, e negli anni ’80 ne vengono realizzati altri tre.

A un personaggio che ha dimostrato di potere, unico in Europa, competere alla pari con i pesi massimi della Disney rimane un ultimo traguardo. E anche questo viene raggiunto nella primavera del 1989, quando alla periferia di Parigi viene inaugurato il Parco di Asterix, risposta francese a Disneyland. Ora Asterix ha veramente un villaggio “vero” in cui rifugiarsi quando vuole festeggiare con gli amici la fine di un’avventura.
E cinquant'anni dopo siamo ancora qui. L’ultimo volume ci ha fatto scoprire anche i genitori di Asterix e Obelix, PRALINA e GELATINA. Album che ha battuto tutti i record di vendite in Francia con milioni di copie. Albert Uderzo ha annunciato che questo album sarà l’ultimo. A settant’anni passati si sente vecchio e vorrebbe porre fine a questa saga. Forse sarà così. Forse Asterix sta per arrivare al termine del suo cammino. Anche se cominciamo a pensare che il mito di questo personaggio sia ormai così radicato, sia in Francia che all'estero, che qualcuno potrebbe farlo risorgere presto grazie alla potenza del digitale.

 

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domenica, 08 novembre 2009
…la trilogia degli esseri.
( le tragedie umane)
 
…e si maschera di poteri magici e di potenza fisica
la trilogia degli esseri umani :
in culti d’ogni credo che manifestano frivole pretese
animano l’osmosi biblica alle coppie sterili ,
a un ritegno che non ritorna ma mortifica e trafigge l’anima
lascia nausee    e mali odori…
 
…è un ibrido felino che si accoppia con l’incesto fobico
profana il feticcio pubico e insozza l’insolenza ambigua,
ed è la sua carne a marcire orgasmi
carne debole che nel corpo suo è labile
purga fugaci attimi dando sfogo ad approcci sterili…
 
….e si trascura l’animismo osferico
e con occhi umidi si lacrima in alchemiche formule,
si differenziano le specie umili e si evolvono in intrecci cosmici
dove la lava vulcanica copre spazi inutili,
e ne costituisce motivo di eccitazione la partener lesbica
che annaspa nelle esecrazioni corporee dagli esseri ludici
in apparenza gioca  e lascia dolori futili …
 
…e si distingue l’aristocratico gotico
va in difesa della  spiritualità ideologica
col sol pensiero fa l’intellettuale,  si dedica al platonico amore ,
lo condivide con quelli che i sentimenti animano
e col l’amorevole vezzo fuoriesce dai canoni logici …
 
…ed è peccaminoso l’essere che ferma il battito di un cuore isterico
l’amore preso con l’inganno fa oltraggio all’essere umile,
egli può solo stare negli inferi m’isterici a spaziare nelle arterie
e tra le vene dei dannati vomita…
 
…e non c’è spazio per una dolce tenerezza ,la tua?
solo i duri e i forti hanno sangue da battaglia,
in loro la belva gli fa dimora :
arriva dalle tenebre e con voce li seduce…
 
…e tutto gira nel silenzio e nessuno vede,nessuno ascolta !
sciami di anime vagano danzando;
ballano a cerchi e sostituiscono l’amore agli innamorati,
mentre la morbosità iniqua sputa nel piatto antropico
e viene così  trafitto il sentimento dagli immondi epatici..
 
…ed è la trilogia degli esseri a distinguersi tra gli umani biblici
il brutto il buono,il cattivo ,ci aggiungo il sognatore !
 i tre sensori dell’umana vita ,i pensatori!
si divide   tra questi il più tribale
il figlio dell’uomo è il migliore…
poetanarratore.
postato da: poetanarratore alle ore 02:37 | Permalink | commenti
categoria:delirio
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giovedì, 05 novembre 2009

Anche Alda Merini ci saluta. Una delle più grandi poetesse del XX secolo, con una vita travagliatissima e romanzesca. L'ho incontrata solo una volta, nel 1993, quando fu ospite del Premio Letterario Vallesenio a Riolo Terme, organizzato dalla mia grande amica e poetessa sublime Giuliana Montalti. Sbaglia chi pensa che con l'Alda se ne sia andata solo una poetessa. E' la vecchia Milano che se ne sta andando, quella dei Navigli, dove lei abitava e che io ho conosciuto quasi vent'anni fa. La Milano delle case a ringhiera. La Milano dei "trani", le vecchie osterie fumose chiamate così perchè ideate nel primo Novecento da immigrati pugliesi della zona di Trani, appunto. Luoghi dove si beveva a pochi soldi, dove sentivi il dialetto milanese vero, un magnifico impasto di dialetti padanocelti e vecchio longobardo. Ce ne sono pochissimi ormai, in gran parte spazzati via già dagli anni 80, dalla Milano da "bere", regno quasi personale di Bettino Craxi, del suo pupillo Paolo Pillitteri, che fu sindaco, e poi dal suo sodale Silvio Berlusconi. La Milano della Finanza, che non conosce regole. Anche la zona dei Navigli è cambiata. Ora ci sono locali alla "moda", belli ma assolutamente uguali a milioni di altri sparsi per il mondo. E c'è un fiume di cocaina che scorre, tanta. Resiste il vecchio Circolo Anarchico dei Malfattori, forse l'ultimo vero testimone di com'era la zona del Naviglio Pavese, un corso d'acqua carico di gloria, dato che all'epoca degli Asburgo Milano era uno dei primi PORTI d'EUROPA grazie ad esso. Rioccupato il vicino Centro Sociale Conchetta, dove ci sono le memorie del grande Primo Moroni, mitico fondatore della libreria "Calusca", che anche l'Alda ha frequentato per anni. Grande intellettuale libertario, amico fraterno di nomi mitici della cultura Europea del dopoguerra. Ma oggi siamo alla vigilia dell'EXPO del 2015, e quindi via questo ciarpame, perchè bisogna essere innovativi, tecnologici, all'avanguardia. E rialzare questo cazzo santissimo di PIL. Comunque, il funerale dell'Alda è domani pomeriggio in Duomo, per chi di voi è di Milano e ci può andare. Funerale di Stato per l'Alda, che sopravviveva col sussidio Bacchelli in un appartamentino da cui rischiò di essere buttata fuori tre anni fa, perchè la sua zona è sotto "ristrutturazione". Mi vien da vomitare. Vi lascio con una sua intensa poesia, "A tutte le donne". Che la polvere ti sia lieve, Alda.

Fragile,  opulenta  donna,

matrice  del  Paradiso,

sei  un  granello  di  colpa

anche  agli  occhi  di  Dio,

malgrado  le  tue  sante  guerre

per  l'emancipazione.

Spaccarono  la  tua  bellezza

e  rimane  uno  scheletro  d'amore

che  però  ancora  grida  vendetta,

e  soltanto  tu  riesci

ancora  a  piangere,

poi  ti  volgi  e  vedi  ancora  i  tuoi  figli

poi  ti  volti  e  non  sai  ancora  dire

e  taci  meravigliata...

e  allora  diventi  grande  come  la  Terra!

 

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categoria:poesia, milano, alda merini
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giovedì, 29 ottobre 2009
ndovina indovinello, cosa presiede il Prof. Zoppello? Forse manco suo cugino sa che il suddetto è il Presidente dell'Ente Nazionale Sementi Eletti (ENSE), come si apprende da un comunicato del Consiglio dei Ministri. L'Ente ha anche il suo bel sito, tutto verde, la sua ottima sede in quel di Milano, funzionari, portieri e addetti alle pulizie, e il suo giusto peso nei finanziamenti pubblici. Sì, ma di che si occupano? Certificano i prodotti sementieri (anche gli OGM?), controllano le piantine di ortaggi e brevettano le "novità" vegetali, spedendo probabilmente le royalties al Vaticancro, dato che dicono di essere i rappresentanti dell'Altissimo. Con un facile giro sul sito par di capire che se uno si alza la mattina e trova una patata mega nell'orto, la può portare all'ENSE dove loro ci appigliano un timbro sulla buccia, legalizzando così l'esistenza del tubero clandestino. Oltre all'ENSE abbiamo poi una pletora di Enti, tutti molto meritori come l'ACI (del quale sono stato socio per due decenni almeno), ai quali il Governo ha imposto una "ristrutturazione" per un loro miglior funzionamento. Insomma, fra un pò conteremo i morti anche in questo campo. Fra i confermatissimi, però, già troviamo una serie di nomi e sigle illustri e degnissime. L'Istituto Agronomo per l'Oltremare ad esempio. Che fanno costoro? Intanto il sito è in inglese, ma pare si occupi di ricerche agricole nei Tropici, ottimi luoghi, sembra, per fare "ricerche". Sopravvive l'Istituto Postelegrafonico: alzi la mano chi di voi ha mandato un cablo via telegrafo negli ultimi ventidue anni. E come rinunciare alla Scuola Archeologica Italiana in Atene, dove gli aspiranti reperitori di vasi micenei si rivolgono notoriamente a frotte? Scuola antica, peraltro, visto che esiste da oltre un secolo. E per i giovani molestati a scuola c'è qualcosa? Ma certo che sì, qui abbiamo nientepopodimenocchè l'Agenzia Nazionale Per I Giovani, il cui onorevole scopo è lo sviluppo della solidarietà e della tolleranza al fine di rafforzare le "coesione sociale". A scuola vi minacciano con un temperino? La vostra fidanzatina viene stuprata, filmata e resa celebre su Yutubb? Niente paura, si chiama l'ANPIG, che celeri celeri arrivano, montano un bel gazebo, raccolgono firme e vi regalano pure quattro santini di Don Bosco. Potrei continuare per ore ma il tempo manca. Un dubbio feroce, pria dell'andar, m'assale: non è che il Prof. Zoppello è dentro ai Consigli d'Amministrazione e/o Collegi Sindacali di alcune di queste indispensabili realtà? Forse, ahimè, non lo sapremo mai.
 
postato da: phederpher alle ore 23:31 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 ottobre 2009
postato da: observed alle ore 15:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:topa, cacchiarola, cervello bruciato, trash is fashion, suor bernarda, certa gente fa schifo, belle bimbe
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giovedì, 22 ottobre 2009
postato da: ladymail alle ore 10:36 | Permalink | commenti
categoria:musica, pennichella, bimbeminkia, 1/2e stagioni
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domenica, 04 ottobre 2009
 
 
…c’era freddo fuori ed era di inverno
la neve cadeva e l’ultima farfalla se ne andava,
anche il passero fuggiva
e in un covone di paglia si annidava
 ombre sui muri animavano alberi spogliati
e dalle appassite foglie brillavano colori ,
mentre lupi gitani cantavano la loro malinconia
una melodia che chiedeva amore…
 
…e seguivo il lamento ,il loro canto !
un messaggio di tristezza che  la tempesta avvertiva:
e vi fu furia nel creato ,nel olimpo!
 culla della mia poesia,
il signore delle tempeste distruggeva ogni cosa 
insinuava tra le genti il funebre lamento
e  le dolci creature  non respiravano più  aria pura…
 
…e fu squarciato il cielo e le saette aprirono le acque
e tutto intorno il mare fu tempesta ,
le scannate pecorelle fuggirono dai germogli
e la rugiada si nascose tra i cespugli ,
tutto intorno scorreva sangue
e di morti abbandonati  in larghi rivi,
cani che banchettavano gli avanzi dei signori
e nel giorno ,il buio appariva…
 
…e di amore nacque dalla mente spoglia
 e gli ignobili gli fecero ferocia,
la croce di Gerusalemme il dio prega
 e la candida fanciulla a lui ci crede,
e dai tenebrosi rovi volarono aquile reali
volteggiavano e salivano dove non c’è più nessuno
dove la mia sete ora  si fa di sale e   non si placa
l’amore mio lo colgo nella dolce musa…
 
…e tu, tu dio dell’immenso ,
il figlio tuo lo accogli nel patrio tetto lo consacri,
tu che al suo lato siedi accanto per te egli prega
e di giubilo la novena:
oh figlio! figlio mio diletto
sia così il reo destino ,il benedetto!
a perdonare ogni volontà il cuore crede….
 
il poetanarratore.
postato da: poetanarratore alle ore 15:11 | Permalink | commenti
categoria:poesia
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venerdì, 02 ottobre 2009
ero seduto al mio sushi bar preferito.

l'odore del the al gelsomino spargeva un intensa fragranza agrumata nell'aria.

è stato naturale pensare che l'estate sta lentamente salutandoci, piano, con dolcezza.


grazie estate passata. grazie prossimo autunno.


e splinder continua  a far schifo...
postato da: SyntheticKing alle ore 22:55 | Permalink | commenti
categoria:1/2e stagioni
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mercoledì, 23 settembre 2009

Ier mattina, nella nostra vetusta ma angusta scuola di Via De Calzolari, non appena entrati nella nostra fredda ma sconfortevole aula, il nostro caro maestro epilettico ci disse: "Oggi, o mie' cari virgulti, non si terrà la consueta lezione. Usciremo tutti e andremo al parco cittadino, dove un famoso deputato terrà un discorso dedicato al servire la Patria e alla bellezza del morire per Essa. Il Preside ci tiene molto a ciò, e anch'io. Favorirà in voi una più rapida crescita per l'Amor di Patria e per il Sacrifizio!". A coteste parole un boato di giubilo coronato da mille "Evviva!" si alzò dalla scolaresca, non perchè della Patria fregasse una solenne minchia a nessuno, ma perchè almeno si usciva da quella caverna per topi e si andava in un luogo aerato e soleggiato, e magari avremmo conosciuto pure qualche pollastrella degna di liriche attenzionj. C'incamminammo tutti in men che non si dica, in fila per due, col nostro maestro ansiolitico che c'insegnò un nuovo canto che pare tutte le nostre Truppe cantino durante le Sacre Missioni Umanitarie all'estero: "Osteria numero Sette, paraponziponzipò". Verso la mèta cominciammo ad incrociare gruppj di mutilatj che deambulavano su misere grucce, quando non addirittura sui moncherini purj. Alcuni s'avanzavano strisciando per terra, sbavando come lumache, altri saltellavano su una gamba sola, schiantandosi non di rado contro i cofani dei SUV parcheggiatj in doppia fila, coi proprietari che, incazzati come belve, uscivano maledicendoli e finendoli a colpi di revolver. Nel parco vi era montato un palchetto su cui, con voce stentorea, un oratore aizzava i poveri disgraziatj presenti, dicendo: "La Patria vi è riconoscente, o disgraziatj. E per dimostrarvelo vi ha dedicato un'intera giornata portandovi qui a Sue Spese, noleggiando per voi autobus e pullmanS Gran Turismo, che se non era per Lei voi col cazzo sareste mai usciti dai nosocomj in cui siete giustamente confinati, pezzenti". Tali toccanti e amorevoli motti furono accolti con entusiasmo dai diversamente abili presenti, uno de' quali, accortosi di noi, ci apostrofò così: "Bravi ragazzi, bravi! La Patria spera molto in voi. Ancora qualche anno e, finalmente adulti, anche voi potrete aspirare ad essere mandati a crepare in qualche oscura zona del globo, e cadere a terra sventrati da una bomba a frammentazione, col vostro sangue che schizzerà...". Non finì la frase perchè Franti, il nostro Compagno Cattivo & Comunista, lo centrò nell'ex apparato di riproduzione con una fucilata ad aria compressa calibro 35 che lo spedì al Creatore in modo cristiano, e cioè rapidamente e senza troppo soffrire. "La vostra presenza qui" continuava frattanto lo scassaminchia dal podio "è inoltre una chiara dimostrazione di quanto unita sia la Nostra Patria, ad onta di quelli che dicono...". Non terminò la frase che la Sezione Invalidj di Bergamo si scagliò contro quella di Napoli al grido di: "Terroni di merda, andatevene in Africa, puzzate come bestje!". Seguì una maxi colluttazione in cui intervennero reparti speciali delle forze del disordine legalizzato che manganellarono tutti a dovere, trasportando successivamente i manifestanti presso la caserma Diaz di Genova, dove altri reparti completarono l'opera. "Avete visto?" ci disse alfine il nostro buon maestro sclerotico "Questo è quello che ci si guadagna a morire per la Patria. Fate tesoro di questa giornata e di queste parole, e a casa parlatene co' vostrj genitorj. E ora vi congedo, che s'è fatto tardi e devo andare a trovare una tr... ehm, una mia cara amica con problemi di calure corporee". Tutti quindi lo salutammo con deferenza, a parte Franti che gli vomitò sui piedi, e indi tornammo alle nostre case, verso le braccia amorevolj delle nostre mammine.

postato da: phederpher alle ore 12:41 | Permalink | commenti (1)
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